TEATRO RAGAZZI

MA tu chi eri

due

di e con   MARIELLA STO   CRISTINA FAILLA   SIMONETTA BRIGHI

quattro

“Ma tu chi eri?” è uno spettacolo di azioni e danza, senza parole, dal sapore clownesco.

tre

Cosa succede quando vogliamo avvicinarci all’altro, farci accettare e magari apprezzare? Ce lo raccontano due bimbe solitarie, Nin visionaria e silenziosa e Mo sportiva e rumorosa, che si alternano sulla scena.

Ad ognuna corrisponde una diversa luce che Sim, una donna adulta, accende e spegne seguendo il loro andirivieni. Dopo una lunga corsa in bicicletta Mo guarda verso la luce di Nin. Chi è quell’altra? Sembra chiedersi. Nin entra nel proprio spazio di luce ma quando si accorge dell’interesse di Mo, fugge. Forse Nin è una bambina fragile, un po’ strana? Lontana e tanto diversa da me? Si domanda Mo. Intanto Sim, in poltrona, lavora ai ferri. E osserva. Dopo tentativi di attirare l’attenzione, rifiuti, competizioni e giochi a specchio si è messo in comune parecchio e l’incontro può avvenire come per caso. Un gioco di prestigio si trasforma in un piccolo concerto dove le diverse qualità delle bambine, espresse in suoni e ritmi, compongono la loro particolare melodia. Adesso sono insieme. In due si può dividere quello che era dell’una, ma anche moltiplicare quello che è ora di entrambe.

Eppure, c’è un momento in cui…. sembra proprio che tutto sia un ricordo di Sim. Forse anche lei un tempo non sapeva come immaginare sé stessa, che modelli scegliere, come mettere in atto le proprie ribellioni. Un altro tema portato dallo spettacolo è infatti quello del gioco come linguaggio e strumento di conoscenza in presenza di libertà e armonia, lungo il filo dello sguardo e del passaggio tra le generazioni. Nin e Mo continuano a giocare nell’atmosfera protettiva e stabile creata da Sim. Sembra quasi che la donna sapesse fin dall’inizio come sarebbe andata a finire.

Possibile che tutto sia già scritto nella trama del suo lavoro a maglia?

Parte della gestualità, nella ricerca dell’incontro tra mondi diversi, specifici e speciali, si avvale dell’osservazione di Cristina Failla su ragazzi con disagio mentale, grazie al suo lavoro di coreografa presso la Neuropsiachiatria Infantile della ASL di Viterbo.

 


 

titolo pe

spettacolo ispirato dalla fiaba africana perché il sole e la luna vivono in cielo

pescilucine

rosa

ombre, suoni,  riflessi.

un mondo d’acqua       tiepida per bimbi da 2 a 5 anni

colore


mos

tecniche di difesa per bambini e bambine

logotma

Il mondo è pieno di mostri e mostrilli che ti si parano davanti quando meno te lo aspetti. Lo sanno bene le bambine e i bambini che devono riconoscerli e combatterli anche quando uno vorrebbe soltanto riposarsi e dormire e sognare mondi di cioccolato e gelato sui quali volare a perdifiato. ALLORA COME FARE?

mostro

TROVARE ALLEANZE: c’è sempre una bambina coraggiosa o un bambino coraggioso proprio accanto a te, e poi se non lo è, lo diventerà, perché l’unione, si sa, fa la forza. TROVARE LA TATTICA DI DIFESA: prima proteggersi e quindi correre, volare, nascondersi. TROVARE LA TECNICA D’ASSALTO: qual è il modo migliore per sconfiggere un mostro? Ma certo! Ridere, ridere, ridere…

I bambini combattono ogni giorno la paura e allo stesso tempo hanno voglia di avere paura, cercando il modo per sconfiggerla. Anche un oggetto può apparire mostruoso sotto una certa luce, ma se ci avviciniamo, forse si trasforma in qualcosa di rassicurante. Sicuramente bisogna trovare un modo per allontanare i nostri mostri e possiamo farlo con severa decisione, ma anche cantando, ballando e ridendo. Chiediamo ai bimbi soluzioni per cavarcela, gridiamo NO tutti insieme, diventiamo mostriciattoli che digrignano i denti e scopriamo dove finisce la paura e comincia il divertimento.

gli innamorati

Regia e scrittura scenica: Ornella Esposito / Oggetti di scena: Mariella Sto / Coreografie: Nina Failla / Attrici: Ornella Esposito, Mariella Sto / Durata: 50’ circa. / Spazio scenico oscurabile con pavimento di legno rialzato. Per 100 spettatori / Fascia di età: dai 3 ai 5 anni

 


POLLICINO E LA LUNA

 

©daniele vita-19

tiripitirri e dodiesis si incontrano verso sera per rievocare le gesta del più coraggioso eroe bambino: pollicino. la luna e la musica classica, protagoniste effettive di questa storia, sono in continuo dialogo con le due piccole clown che invitano a sognare e danzare, fino al ritrovamento della strada di casa. i suoni, le luci e gli oggetti sono in continua trasformazione come in un gioco che termina solo per riprendere nel pomeriggio di domani.

innesti

abbiamo dedicato particolare attenzione al gioco come trasformazione, modalità usata da tutti i bambini per la conoscenza della realtà e lo sviluppo della propria personalità.

©daniele vita-14

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clo

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Studio selezionato al Festival Visioni di Futuro Visioni di Teatro 2013  La Baracca-Testoni di Bologna

presentazione dello studio 28 febbraio 2013 ore 11.30

Clorinda non riesce a dormire. Allontana il momento del sonno compiendo alcuni piccoli rituali: accende le lampade aziona i carillon legge un giornalino, si lava i denti. Fuori però c’è il temporale, un’automobile frena nella notte e nell’altra stanza danno una festa. Bisogna proprio darsi da fare! Giocare alla canoa, cavalcare un puledro nerissimo, costruire una capanna, guardare la luna, ascoltare i grilli e la civetta. Per fortuna ci sono una grande bambola animata, un grande trombone  scaccia-rumori e una grande, grande voglia di sognare….ad occhi aperti, però!!!

Sogni d’oro Clorinda!

clorinda

L’azione, la musica e la danza sono gli elementi portanti della storia. La parola è usata pochissimo, quasi assente, richiamata attraverso vocalizzi e onomatopee. Lo spettacolo è di facile montaggio, non c’è bisogno di graticcio o quinte e potrà essere rappresentato in spazi teatrali, ma anche biblioteche, aule scolastiche, piazze.

 

alberoamico