PERFORMANCE

INattesa titoloSu invito di ARBALETE di Genova, Cristina Failla ha presentato a Palazzo Durazzo Inattesa, in occasione dell’apertura dei palazzi storici della città.

con bastone

“Ciò che mi ha sempre incuriosita è ciò che non ha forma e i mille modi per portarlo alla Luce. E’ questo che cerco di fare nei miei lavori.”                          Nina Failla

ROLLI DAYS  –  20/21/22 ottobre 2013

la recensione su:

http://genova.mentelocale.it/54652-genova-rolli-days-danza-2013-programma/

di spalledado

sulla riva

fotografie di Sara Spallarossa

E se lo spazio fosse abitato da estremi in attesa di trasformazione? Spazio esterno, spazio interiore, spazio tutto intorno: luce e ombra, alto e basso, aperto e chiuso, assenza e potenza, sobrietà e ornamento. Danza nello spazio come sintesi degli opposti, attesa dell’incontro di elementi lontani. La continua discesa di una scala è passaggio, connessione, spazio di perenne mobilità. L’atmosfera onirica con i suoi riferimenti simbolici ci accompagna in questa traversata. Una donna va incontro a personaggi generati dal Caos.


 

aranciatitolo

linguaggio: contesto e premessa.

piedi

 

la performance si svolge tra le perifrasi che il vocabolario della lingua italiana propone per la definizione del termine DONNA e le tante domande emerse dalla lettura della “misterica” di luce irigaray. il suono di un treno in corsa ci accompagna da un’età all’altra. donna. bambina. ragazza. donna. nulla di spiacevole accade tra il visibile e l’invisibile.

VIDEO AZIONE MUSICA DANZA e un TESTO INEDITO di ORNELLA ESPOSITO

arancia specchio

aranciatitolo

di e con

ORNELLA ESPOSITO   NINA FAILLA   MARIELLA STO

la bambina è ZOE NARDONE       la canzone è di NAGAILA

piedi volanti

Viterbo: violenza contro le donne. Il visibile e l’invisibile/ Incontro promosso da Arci Solidarietà, associazione Erinna e Campodimarte

Presso la Sala Conferenze della Provincia di Viterbo, con il contributo della Provincia di Viterbo si è svolta la conferenza Violenza contro le donne: il visibile e l’invisibile, promossa da Arci- Solidarietà, l’associazione Erinna donne contro la violenza alle donne e l’associazione Campodimarte.
Nella mattinata le associazioni hanno realizzato un incontro di formazione con gli studenti dell’Itc Paolo Savi, mentre nel pomeriggio hanno tenuto un dibattito aperto al pubblico.Questo incontro è stato aperto da una performance teatrale innovativa e originale a cura del Teatro degli Incerti dal titolo Arancia prigioniera di e con Ornella Esposito, Cristina Failla e Mariella Sto. Una rappresentazione in chiave moderna, che ha sottolineato la capacità di resistenza della donna attraverso una gestualità lenta e silente, dove è stato importante partecipare con un’attenta osservazione e riflessione.
Alessandra Capo di Arci-solidarietà ha poi introdotto il dibattito soffermandosi sulla definizione dell’attuale uso strumentale che viene fatto della violenza sulle donne, argomento che trova il suo intento nell’alimentare il clima di percezione di insicurezzacontro il mostro, eludendo altre incertezze che ci riguardano più da vicino come quelle riguardanti il lavoro e la sanità. In questa occasione di incontro, come ha affermato ancora Alessandra Capo, ampio spazio viene dato alla discussione su cosa realmente sia visibile sulla violenza alle donne e su cosa invece non lo sia.
Infatti l’Associazione Erinna di Viterbo è un’associazione di donne contro la violenza alle donne che opera da più di dodici anni e costituisce un centro antiviolenza nella città.
Sono stati evidenziati poi i tassi molto alti in Italia di un altro tipo di violenza, quella invisibile, e di cui non si parla sui giornali, ossia di quella psicologica o familiare, compiuta anche su molte donne straniere dai propri compagni italiani. Paolo Sacco di Campodimarte, associazione costituita da un piccolo numero di uomini, nata con l’obiettivo di creare una rete di associazioni maschili proprio per sostenere le donne, ha affermato come la violenza sulle donne possa andare oltre lo stupro e lo straniero per inserirsi in un contesto di rapporto tra i diversi sessi, ossia come la violenza maschile possa essere vista come il segno della crisi del sesso maschile di fronte alla libertà delle donne e alle loro soggettività. Ultimo intervento è stato quello di Anna Maria Crispino, direttrice della rivista Leggendaria, la quale ha spiegato come fino al 1996 la legge contro la violenza sulle donne era considerata legge contro la morale per poi essere definita come legge in difesa della persona contro la violenza sessuale fino ad arrivare all’attuale spostamento dello scenario simbolico del contesto di sicurezza.

http://www.volontariato.lazio.it/notiziari/notiziari_tematici/default.asp?tipoinfo=1&idcanale=17&idargomento=&idinfo=5761

 

arancia striscia



DISTANZE locandina

Girano. Con le braccia a indicare l’alto e il basso, l’oriente e l’occidente. Girano in un carosello di piani e posizioni. Ogni giro è chiarezza e confusione, mulini a vento nel paesaggio, ogni giro è chiarezza e mutamento, spaventapasseri nel prato, ogni giro è assegnazione e scambio, soffioni intoccabili del campo. Si avvicinano e dentro me che sono l’acqua si sdoppiano, si lavano, si spogliano, si arrendono. Cantano. Un uomo s’è illuso e loro, indifferenti, sofferenti, continuano in corteo, gettano l’annuncio, se un altro vuol sentire: “Quando la battaglia sarà perduta e vinta…” Loro, più vicine, loro con parole, con apparenze, con simboli ed oggetti. Loro, distanze.

sec

danza nina