il teatro dietro le sbarre

Ciò che si pensa,
ciò che si prova
20 aprile 2012 ore 14.30
TEATRO della CASA CIRCONDARIALE
di VITERBO
sez. di Alta Sicurezza
Il lavoro che presentiamo riprende il tema della
verità e del giudizio che già affrontammo tre anni fa.
Sulla scena si parla di Agamennone, di Clitemnestra,
ma, appunto, si parla.
La parola viene qui portata come sottrazione più che
come presenza di testimonianza.
Si susseguono momenti di ritualità quotidiana come le
chiacchiere al bar, i partiti presi, le frasi fatte e
ritualità più riconoscibili come tali: sottomissione al pensiero altrui,
seduzione del potere o attraverso il potere,
passaggi di figure fantasma che molto esigono dalle
nostre azioni individuali e collettive.
Nello spazio disertato, nell’attesa di un intervento, di un assenso
o di una voce, emerge, forse, una presa di coscienza.
Una guida sufficiente per arrivare ad essere padroni di sé stessi?
Ciò che si pensa,
ciò che si prova
Testi da Euripide, Parrella. Altri testi originali.
Regia e drammaturgia Mariella Sto
Movimenti coreografici e aiuto alla regia Cristina Failla
Teatro degli Incerti/Vera Stasi
NON E' ANDATA COSI' 2011
Sezione Protetta
siamo arrivate anche quest'anno al termine del laboratorio dentro mammagialla, la casa circondariale di viterbo. il 29 giugno presentiamo "non è andata così", un breve spettacolo in forma cabarettistica che racconta episodi vissuti da uomini comuni di fronte alla gioia, al dolore, al gioco e al mistero, che parla di emozioni vissute a volte difficili da comunicare, del desiderio di una vita migliore dentro e fuori dal carcere, degli affetti di una vita, delle aspettative per il futuro.

in scena fabio, andrea, marian, aurel, mauro, marian e redouane
I FIGLI 2010
sez. di Alta Sicurezza
http://www.youtube.com/watch?v=R_YEHfIULlo
è andato in scena il 20 e 21 dicembre presso il Teatro della Casa Circondariale di Viterbo alle ore 15.00.
Prospero, Calibano, Sicorace. Tre personaggi, tre condizioni. A loro modo, una famiglia.
Lontanissimi dal voler citare La Tempesta di Shakespeare a cui abbiamo semplicemente rubato nomi e ruoli, attraversiamo 12 "visioni" nelle quali emergono, con crudele candore, i rapporti primitivi ed elementari tra un padre padrone e i suoi figli cresciuti nell'ignoranza a cui, in sogno, fa visita il fantasma della madre.
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fotografie di daniele vita
NELLA TEMPESTA
PROSPERO è un mago potente. A seguito di uno sbarco di fortuna, si impossessa dell'isola su cui trova la salvezza. Un'isola che probabilmente apparteneva a quello che, nell'era di Shakespeare, veniva detto il Nuovo Mondo.
CALIBANO è il "cannibale", dunque l'indigeno che Prospero, dal suo punta di vista di conquistatore, si sente tenuto a educare, convertire, emancipare. Non avendo successo in questo suo intento, lo riduce in schiavitù.
SICORACE, Psycorax, vuol dire farfalla-corvo, strega di metamorfosi. E' stata Signora dell'isola e madre di Calibano. Muore prima dell'arrivo di Prospero. Gli scienziati moderni hanno dato il suo nome ad una fastidiosa farfalla notturna e a un satellite di Urano.
LE 12 VISIONI
sussurri. fuori dall'involucro. presentazione del padre, dei figli e spiegazione di cosa sono le donne. apparizione del fantasma. il gioco delle scarpe. il funerale. sogno di prospero e danza della farfalla. notte di pensieri. coro. occhiali fatati. il sogno dei figli. sicorace e il musicista.
Abbiamo utilizzato testi di di Shakespeare e Seneca. Altri sono stati scritti da Mariella Sto, Cristina Failla e Damiano Rizzo, altri ancora sono frutto della rielaborazione delle molteplici improvvisazioni degli attori.
Regia e drammaturgia MARIELLA STO
Coreografia CRISTINA FAILLA e AUGUSTO DI NOIA
Interpreti: Augusto Di Noia Carmine Esposito Mariano La Duca Rosolino Ricontati Damiano Rizzo Dario Troni Antonino Cavallo Cristina Failla Mariella Sto





http://www.wise-society.com/gente-per-bene/articoli/teatro-in-carcere.html
due articoli sul nostro lavoro teatrale
nel carcere di viterbo
scritti da francesca tozzi su wise society
SE IL MONDO E' ALLA ROVESCIA 2010
da Pinocchio di Collodi
Sezione Protetta
dalla presentazione degli attori:
per essere credibile, pinocchio deve diventare un malandrino? ma poi c'è bisogno di esserlo? o già lo siamo? posso trovare un equilibrio tra bontà e menefreghismo. posso guardarmi allo specchio e piacermi, posso farmi chiamare papà o amore... pinocchio sono io, prendetemi in giro, abusate di me. siamo pesci in gabbia.
L’8 giugno alle ore 15,00 nel Teatro della Casa Circondariale di Viterbo, è stato rappresentato lo spettacolo “Se il Mondo è alla Rovescia”, tratto da “Pinocchio” di Collodi.
In scena cinque detenuti/attori all’ultima tappa del laboratorio teatrale iniziato a Mammagialla nell’ottobre 2009 e condotto dal Teatro degli Incerti con l’attrice e regista Mariella Sto e la danzatrice Cristina Failla che lavorano ormai da tre anni presso l’Istituto penitenziario. Il progetto è stato coordinato da Simonetta Brighi e Sara Bauli di ARCI solidarietà.
Uno alla volta, gli attori salgono sul palcoscenico. Sul viso portano una maschera bianca, si mostrano forti, invincibili. Al centro dello spazio, una sedia vuota simboleggia l'autorità. In relazione ad essa cadono le maschere e appaiono volti e atteggiamenti di persone fragili e sfuggenti. Sono i burattini del teatro di Mangiafuoco di fronte al servizio militare, al datore di lavoro, alla responsabilità degli affetti e Pinocchio è tra loro.
Questo l’inizio dello spettacolo. Come tutti sanno, Pinocchio è alla continua ricerca di identità, tra spinte di buon cuore, scelte sbagliate e incapacità di comprendere il mondo. Pinocchio, come ogni personaggio fiabesco, potrebbe essere ognuno di noi. E a maggior ragione ci siamo riconosciuti in lui tra le porte chiuse di un carcere.
Come nostra modalità, nel Teatro degli Incerti, non affrontiamo mai il testo come primo passo. Riteniamo molto più interessante un preliminare lavoro sul corpo, sulla voce, sulla ricerca di gesti e interazioni che possano aiutarci a costruire azioni teatrali e sequenze che partano dalla reale motivazione dell’allievo, dal suo modo di gestire, dal suo modo di rispondere allo stimolo dato dalle conduttrici o dai compagni nell’improvvisazione. Nel laboratorio si lavora sulla consapevolezza, sulle relazioni e approfonditamente sulle motivazioni. E’ un lavoro importante in un posto come il carcere in cui tutto è stereotipato e ripetitivo.
I “Pesci in Gabbia” (questo il nome che si è dato il gruppo) che per la prima volta hanno lavorato con noi, si sono subito sentiti a proprio agio nel lavoro di improvvisazione e non solo hanno dimostrato una grande disponibilità ma anche una grande generosità nel creare situazioni soprattutto comiche.
A parte Pinocchio, interpretato da un unico attore, i personaggi sono stati affidati all’intero gruppo che entrava e usciva dal ruolo di Mangiafuoco, del Gatto e della Volpe o dei dottori. Cosa non facile, soprattutto per chi affronta la scena per la prima volta. E’ infatti necessaria una grande chiarezza di intenzioni e movimenti per condurre il pubblico da un contesto a un altro senza equivoci.
Lo spettacolo è stato accolto dalla platea con partecipazione e anche commozione, molti gli applausi a scena aperta. Gianluca, Matteo, Luca, Andrea e Ionut raccontano di aver sentito sul palcoscenico emozioni che non provavano da tempo con tanta intensità, di essere rimasti colpiti dal calore del pubblico che ha voluto stringere loro le mani, di aver sperimentato la possibilità di immaginarsi leggeri, come sulla giostra di un Luna Park. Il loro ringraziamento, e anche il nostro, va a tutti quelli che hanno reso possibile tutto ciò: alla Direzione, ai responsabili dell’Area Trattamentale, agli agenti di Polizia Penitenziaria che ci hanno accompagnati con pazienza.
LA CACCIA 2008
sez. di Alta Sicurezza
a partire dal 2007, il teatro degli incerti collabora con le associazioni gavac e arci solidarietà viterbo attive all'interno della casa circondariale della città.
la stagione del 2008 ha visto la realizzazione dello spettacolo LA CACCIA,
liberamente tratto da "il signore delle mosche" di w. golding e frutto di un laboratorio frequentato da più di quindici detenuti.
il testo è un collage costruito con pezzi di storie, esperienze e aspettative che i corsisti hanno voluto condividere e offrire al pubblico, rielaborate nella cornice artistica dello spettacolo.
gli attori detenuti hanno ricevuto da parte della direzione l'encomio per il percorso umano e artistico realizzato. LA CACCIA è documentato fotograficamente da daniele vita nel libro di andrea mancini "a scene chiuse. esperienze di teatro in carcere", edizioni titivillus.
nel 2009 è la volta di "con soli 12 voti" spettacolo contro il pregiudizio,
liberamente tratto da "12 uomini arrabbiati" di reginald rose. secondo encomio.CON SOLI 12 VOTI 2009
sez. di Alta Sicurezza









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