CV

Nina Failla

Studia danza classica a La Spezia con Loredana Rovagna. Si forma come danzatrice alla scuola di Maurice Bejart (1982/1984) e a quella di Pina Bausch (1995/1996).

E’ danzatrice professionista con diverse compagnie di teatrodanza in Italia, Francia e Germania (I Danzatori Scalzi, P.Decouflé, Malou Airaudo, E.Piperno, J.Fontano, C.ie Paul Les Oiseaux, C.ie Fol a Pik) e presso la RAI, Teatro delle Vittorie, nelle trasmissioni “Fantastico 9” e “Buona Fortuna”.

Dopo l’incontro con l’artista e pedagogo Hervé Diasnas, si dedica all’approfondimento e all’insegnamento della tecnica da lui creata, chiamata “La Pratica”.

Lavora con le compagnie Vera Stasi, Atacama e Teatro degli Incerti. E’ attualmente all’Opera di Roma con “The Bassarids” di H. W. Henze, regia di M. Martone e coreografie di Raffaella Giordano.

PREMI: nel 1988 Prix Atelier  per la miglior interpretazione, Città di Cagliari e nel 1991 il Prix Volinine, primo premio per l’interpretazione, Città di Parigi.

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MariElla Sto

Frequenta studi classici e successivamente artistici, diplomandosi nel 1982 in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera. Si forma come attrice ai corsi di Albino Bignamini, Kaya Anderson ed Enrique Vargas con i quali approfondisce le tematiche dell’improvvisazione e della narrazione, della voce in relazione alla psiche e del teatro sensoriale. Si interessa alla ricerca del movimento come gestione e scoperta del corpo e dello spazio e incontra il lavoro dei coreografi e danzatori Nina Failla, Dominique Dupuy e Raffaella Giordano. Tale ricerca è supportata dallo studio di Placement e Ideokinesis con Ursula Stricker.

Altri incontri di studio: Laura Curino, Rena Mirecka, Sista Bramini, Yumiko Yoshioka, Caterina Inesi, Roberta Sperduti (percussioni), Maria Zilocchi (canto).

Parallelamente all’attività di spettacolo, conduce laboratori con adulti e ragazzi fin dal 1993 nelle città di Bergamo, Trieste, Viterbo, Roma e Torino. E’ più che decennale la sua attività di regia all’interno delle carceri di Bergamo e Viterbo. L’esperienza è documentata in diverse tesi di laurea (Milano, Viterbo, Roma) e nel libro di A. Mancini “A scene chiuse” ed. Titivillus, 2008.

Alcuni suoi elementi scenografici sono stati presenti presso i teatri Quarticciolo, India e Argentina (sala Squarzina) di Roma.

Ha pubblicato per Lubrina Bramani Editore il libro UNA DANZA NASCOSTA – tra carcere e teatro, 2017.