14 maggio 2012

PENSIERI
Ultimamente penso a Beckett e leggo Beckett. Ebbi la straordinaria fortuna - avrò avuto otto, dieci anni? - di vedere, del tutto per caso, FILM con il grande Buster Keaton. Miracoli della televisione di allora! Fulminante. A quell'età lo sguardo del mondo addosso è tutta la realtà e vedere un vecchio che ancora ne fuggiva è stato capire. Lo incontrai di nuovo pochissimi anni dopo in una delle biblioteche più belle d'Italia. Lo lessi tutto. Tutto il teatro. Ogni giorno: funicolare, biblioteca, Beckett, funicolare, biblioteca, Beckett. C'era anche la sceneggiatura di FILM. Credo che sia il libro che ho richiesto più volte, insieme alla Cantatrice calva di Ionesco.
Due libri che non ho mai voluto comprare, chissà perché.
A diciassette anni scrissi il mio primo testo teatrale.
Qualcuno lo lesse e pensò bene di mandarlo a nome suo per non so che concorso a Roma.
C'erano personaggi come A e B, proiettori che parlavano, figurine di carta e un elettricista. Leggo Beckett, leggo Beckett.
Tutta questa scrosciante assenza di giudizio...
















