INAFFERRABILE VUOTO
21 gennaio
teatro comunale boni
acquapendente
ore 21.00
produzione VERA STASI
di e con
Cristina Failla Mariella Sto
musiche originali di
Andrea Araceli
con
Andrea Araceli pianoforte, sinth
Luciano Orologi sassofoni, clarinetto basso
Fabio Porroni violino
disegno luci di
Gianni Staropoli
supervisione artistica
Silvana Barbarini
fotgrafie di scena
Petra de Goede
siamo partite da lontano, dal volo notturno di due falene, da una frase di lucrezio... esplorando, cercando, muovendoci nel buio e fermandoci a guardare, ci sono venuti incontro altri personaggi, altri racconti.
INAFFERRABILE VUOTO è uno spettacolo che si muove nel territorio dell'assurdo dove una donna di mezza età, intrappolata nella banalità del linguaggio, svela la propria reale pena, quella di non potersi sottrarre al vuoto quotidiano, riproponendo continuamente gli stessi gesti, le stesse parole vacue, creando involontariamente situazioni comiche a volte esilaranti.
le musiche dense e incalzanti di andrea araceli spingono il personaggio a mostrare gli aspetti contraddittori della propria condizione esistenziale, il freddo dell'angoscia come il bollore dei momenti esaltanti.
la frase di lucrezio è comunque rimasta come domanda da porsi: esiste dunque uno spazio...
e che cos'è, se non possibilità, questo spazio?
ESISTE DUNQUE UNO SPAZIO. IMPALPABILE. VUOTO D'OGNI MATERIA. SE NON VI FOSSE LE COSE NON POTREBBERO MUOVERSI, PERCHE' MAI NULLA COMINCEREBBE A DAR SPAZIO. MA PER MARI E PER TERRE, PER LE ALTEZZE DEL CIELO, VISIBILMENTE SI VEDONO MUOVERE CORPI, CON REGOLA VARIA E VARIA MISURA. DOVE, SE IL VUOTO MANCASSE, NON MANCHEREBBERO SOLO DEL LORO MOTO INCESSANTE, MA NON GENERATI, NON AVREBBERO VITA, PER NULLA. PERCHE' LA MATERIA, STIPATA PER OGNI DOVE,SAREBBE RIMASTA INERTE QUIETE.
lucrezio
de rerum natura
il vuoto
L'aria, spazio ancora silenzioso della parola.
Luce Irigaray
L'Oblio dell'Aria
PENSIERI
Ultimamente penso a Beckett e leggo Beckett. Ebbi la straordinaria fortuna - avrò avuto otto, dieci anni? - di vedere, del tutto per caso, FILM con il grande Buster Keaton. Miracoli della televisione di allora! Fulminante. A quell'età lo sguardo del mondo addosso è tutta la realtà e vedere un vecchio che ancora ne fuggiva è stato capire. Lo incontrai di nuovo pochissimi anni dopo in una delle biblioteche più belle d'Italia. Lo lessi tutto. Tutto il teatro. Ogni giorno: funicolare, biblioteca, Beckett, funicolare, biblioteca, Beckett. C'era anche la sceneggiatura di FILM. Credo che sia il libro che ho richiesto più volte, insieme alla Cantatrice calva di Ionesco.
Due libri che non ho mai voluto comprare, chissà perché.
A diciassette anni scrissi il mio primo testo teatrale.
Si intitolava Ironia n.1.
Qualcuno lo lesse e pensò bene di mandarlo a nome suo per non so che concorso a Roma.
Tradimento!
Naturalmente non se ne seppe mai nulla.
C'erano personaggi come A e B, proiettori che parlavano, figurine di carta e un elettricista. Leggo Beckett, leggo Beckett.
Tutta questa scrosciante assenza di giudizio...
Mariella Sto